Atelier delle scoperte. Scienza, storia e tecnologia per una formazione immersiva

La Scuola primaria Fratelli Ruffini risale al primo decennio del XX sec. ed è dedicata ai tre fratelli Jacopo, Agostino e Giovanni Ruffini che parteciparono attivamente alle vicende del Risorgimento. Ha quindi una storia in cui si sono succedute molte generazioni di alunni e di insegnanti. Il presente porta questo passato in eredità per aprirsi al futuro e alla città.

Il progetto didattico “Atelier delle scoperte” si propone di partire dal patrimonio culturale, storico e scientifico dell’Istituto per:

  • conoscere, valorizzare e comunicare i beni storici della scuola Primaria Ruffini per rafforzare l’identità urbana e creare nuove forme di cittadinanza;
  • riqualificare e valorizzare gli spazi dell’edificio scolastico, favorendo la creazione di atelier diffusi a supporto di una “formazione immersiva”.

Grazie ad un importante collaborazione con l’Associazione Genitori Ruffini, stiamo provvedendo all’inventario e alla valorizzazione del materiale didattico del passato (animali tassidermizzati e strumentazione scientifica) che ha un valore testimoniale e immaginifico della conoscenza allo stesso tempo. Esposto e reso fruibile all’interno di tutti gli ambienti dell’Atelier, sia nelle ampie armadiature originarie, sia in nuove teche espositive diffuse negli atri e corridoi attrezzati di pouf, pareti attrezzate e librerie di varie dimensioni e forme, costituisce il punto di partenza dell’esplorazione degli spazi e delle potenzialità dell’atelier delle scoperte.

Con il finanziamento del Comune di Milano (Bando arredi innovativi), con altri fondi dell’Istituzione Scolastica e con il finanziamento dell’Associazione Genitori Ruffini e grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano e la società Designers s.r.l. abbiamo provveduto ad un importante lavoro di ristrutturazione: lo spazio non è neutro negli ambienti di apprendimento, la qualità degli spazi va di pari passo con la qualità degli apprendimenti. Educare al bello è impossibile in un ambiente degradato; inoltre curare lo spazio in cui i bambini apprendono consente loro di sperimentare il concetto di cura, il famoso “I care” di Don Milani. 

Il nuovo allestimento reinventa il ruolo di aule, atri e corridoi secondo un percorso esperienziale organizzato in luoghi-spazio diversamente caratterizzati, ossia i diversi atelier delle scoperte, deputati alla sperimentazione strutturata e alle esplorazioni informali. Nei nuovi laboratori di robotica e di scienze è favorita una didattica hands on e di tipo cooperativo, attraverso le “passeggiate intellettuali” nei nuovi spazi connettivi in cui saranno esposti a rotazione i nostri reperti storici, la curiosità e l’interesse dei bambini saranno stimolate e coltivate attraverso l’apprendimento non formale.

Una immagine in anteprima dell’atrio del primo piano: